Il fagogramma: trovare il fago esatto per il Suo batterio

Il fagogramma: perché questo test è indispensabile prima di qualsiasi fagoterapia

Probabilmente conosce questa sensazione di vicolo cieco. Dopo mesi, o addirittura anni di antibiotici, l’infezione è ancora lì. Forse Le hanno detto: «È tutto nella Sua testa» oppure «Deve imparare a conviverci». Eppure il dolore è reale, e l’infezione continua a evolvere.

Se oggi si rivolge alla fagoterapia, è per trovare una soluzione là dove la chimica ha fallito. Ma attenzione: la fagoterapia non è una «medicina magica» che funziona alla cieca. È una medicina di alta precisione.

Perché funzioni, non basta ordinare fagi su internet come si comprerebbe un’aspirina. Bisogna passare da una tappa cruciale, irrinunciabile e spesso fraintesa dai pazienti: il fagogramma.

Perché questo test è la pietra angolare della Sua possibile guarigione? Perché richiede l’invio di batteri «freschi» in Georgia? Entriamo nel laboratorio.

Basta con il «bombardamento» alla cieca: capire la specificità

Per capire l’importanza del fagogramma, occorre prima cogliere la differenza fondamentale tra un antibiotico e un batteriofago.

Gli antibiotici agiscono spesso come una bomba atomica: distruggono tutto al loro passaggio, i batteri cattivi come quelli buoni (il Suo microbiota), sperando che l’infezione venga eliminata nel mucchio.

I batteriofagi, invece, sono cecchini d’élite. Sono estremamente specifici. Come spiegano le principali rassegne scientifiche sui meccanismi della fagoterapia, un fago che uccide il batterio Escherichia coli passerà accanto a uno Staphylococcus aureus senza toccarlo. Ancora più complesso: un fago efficace contro il ceppo A di E. coli può essere inefficace contro il ceppo B dello stesso batterio.

Ecco dove entra in gioco l’analogia della chiave e della serratura:

  • Il Suo batterio è una serratura complessa e unica.
  • Il fago è una chiave.
  • Il fagogramma è il momento in cui si provano centinaia di chiavi per trovare quella che apre (e distrugge) la Sua serratura.

Senza questa tappa, tentare la fagoterapia equivale a cercare di aprire la porta di casa con una chiave presa a caso dal mazzo di uno sconosciuto. Le probabilità di successo sono scarse.

Che cos’è esattamente un fagogramma?

Il fagogramma (o test di sensibilità ai fagi) è un’analisi microbiologica eseguita in vitro (in laboratorio).

Il «casting» batterico

Una volta arrivato il Suo campione all’Istituto Eliava di Tbilisi, i tecnici isolano il Suo batterio. Lo mettono poi in coltura perché si moltiplichi e ricopra il fondo di una piastra di Petri (una piccola scatola rotonda con gel).

Poi depositano su questo «tappeto batterico» diverse gocce contenenti cocktail di fagi della loro banca (che conta migliaia di ceppi virali raccolti nell’arco di un secolo).

La prova visiva: la placca di lisi

Dopo un periodo di incubazione (in genere 24-48 ore), il risultato è visibile a occhio nudo.

  • Se il fago non funziona: il tappeto di batteri resta intatto.
  • Se il fago funziona: distrugge i batteri nel punto in cui è stata posta la goccia, creando un buco visibile, un cerchio chiaro chiamato «placca di lisi».

Questo «buco» è la prova biologica che il fago è riuscito a infettare e distruggere il Suo batterio specifico [2]. Il referto del fagogramma elencherà quindi i fagi precisi (es.: Intesti Bacteriophage, Pyo Bacteriophage…) che hanno superato il test.

Perché serve assolutamente un batterio «fresco»?

È la domanda che i pazienti ci fanno più spesso:

«Ho già un’analisi del mio laboratorio di tre mesi fa che identifica il batterio. Perché devo rifare un prelievo e spedirlo in Georgia?»

La risposta sta in due realtà biologiche:

  1. Il vivente contro il vivente: come spiegato sopra, il fagogramma è un vero combattimento tra due entità biologiche. L’Istituto Eliava non può testare i suoi fagi su un foglio di carta o su un PDF di risultati. Ha bisogno del Suo batterio vivo per confrontarlo fisicamente con i suoi virus [3].
  2. L’evoluzione batterica: i batteri si adattano molto rapidamente. Il batterio che La infettava 6 mesi fa potrebbe non essere più esattamente lo stesso oggi, soprattutto se nel frattempo ha assunto antibiotici. Potrebbe essere mutato, aver ispessito la parete o modificato i recettori di superficie. Usare un fago basato su una versione «vecchia» del Suo batterio sarebbe rischioso e potenzialmente inefficace.

Per questo l’organizzazione logistica della spedizione del Suo campione è una tappa critica, che seguiamo con cura per garantire che il ceppo arrivi vivo a Tbilisi.

Pronto a passare all’azione? Scopra i passaggi logistici concreti nella nostra guida dedicata: Come spedire il Suo campione in Georgia, passo dopo passo

Onestà medica: i limiti del test

Per noi la trasparenza è un valore fondamentale. È importante capire che cosa dice il fagogramma, e che cosa non dice.

Un fagogramma positivo (sensibilità dimostrata in laboratorio) è un’ottima notizia. È il via libera indispensabile per avviare la produzione del Suo trattamento personalizzato. Significa che esiste un’arma in grado di uccidere il Suo nemico.

Tuttavia, il corpo umano è più complesso di una piastra di Petri. L’efficacia in vivo (nel Suo organismo) dipenderà anche:

  • dall’accessibilità dell’infezione (il fago può raggiungere la sede infetta?);
  • dalla presenza di biofilm complessi (gusci protettivi dei batteri);
  • dal Suo sistema immunitario.

Per questo il fagogramma è una condizione necessaria, ma non sufficiente per la guarigione. È uno strumento diagnostico che permette ai medici dell’Istituto Eliava di elaborare una strategia terapeutica, ma non è mai una promessa assoluta di risultato clinico [4].

Il Suo percorso inizia qui

La fagoterapia è un viaggio scientifico e umano. Il fagogramma ne è la bussola. Senza di esso, navigheremmo a vista.

Prima ancora di pensare a questa spedizione, il primo passo è puramente medico: i medici dell’Istituto Eliava devono verificare se la Sua patologia è idonea alla fagoterapia. È inutile spendere energie e denaro in una spedizione se non c’è un’indicazione medica.

Soffre di un’infezione resistente?

Non resti nel dubbio. Faccia valutare gratuitamente la Sua situazione medica dai medici dell’Istituto Eliava per sapere se un fagogramma è pertinente nel Suo caso.

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Quanto tempo occorre per avere i risultati?

Una volta ricevuto il campione all’Istituto Eliava (Tbilisi), occorrono circa 10-15 giorni lavorativi. Questo tempo comprende la coltura del batterio, il test di sensibilità e la redazione del referto medico completo.

E se il risultato è negativo (nessun fago funziona)?

Succede in circa il 5-10% dei casi. Se i fagi standard della banca non funzionano, l’Istituto Eliava può talvolta proporre una ricerca estesa (su fagi più rari) o tentare di adattare i fagi in laboratorio (evoluzione diretta). Se il vicolo cieco persiste, La informiamo con totale trasparenza e non Le verrà addebitato alcun trattamento inutile.

Posso fare questo test in un laboratorio del mio Paese?

Ad oggi, in Europa pochissimi laboratori eseguono fagogrammi clinici completi con una banca di fagi terapeutici ricca quanto quella di Eliava. In Francia, ad esempio, l’agenzia francese del farmaco (ANSM) consente l’uso dei fagi solo nell’ambito di un accesso compassionevole strettamente limitato, non nella pratica corrente. Per questo il ricorso all’esperienza georgiana resta la via di riferimento per la maggior parte dei pazienti.

Riferimenti scientifici

  1. Gordillo Altamirano FL, Barr JJ. Phage Therapy in the Postantibiotic Era. Clin Microbiol Rev. 2019;32(2):e00066-18. doi:10.1128/CMR.00066-18. (Livello di evidenza: revisione sistematica di rilievo)
  2. Abedon ST. Phage Therapy: Eco-Physiological Pharmacology. Pharmaceuticals (Basel). 2019;12(3):139. (Spiega i meccanismi di lisi e la farmacologia)
  3. Kakabadze E, et al. Distribution of bacteriophages against common bacterial pathogens in the environment of Georgia. Virus Genes. 2016. (Illustra la diversità necessaria delle banche di fagi)
  4. Agence nationale de sécurité du médicament (ANSM). CSST Phagothérapie : État des lieux et perspectives. 2019. (Quadro normativo e limiti attuali)
  5. Pirie-Diguet K. Phagothérapie : cadre réglementaire et production magistrale. Actualités Pharmaceutiques. 2022.

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